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U2, anche la seconda data sold out: parliamone un attimo

U2 photographed by John Wright

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U2, anche la seconda data sold out: parliamone un attimo

Perdonateci, ma non possiamo non cominciare con la domanda più scontata di tutte: “ma non c’era la crisi?”. Evidentemente no, almeno quando si tratta di andare ad un concerto e spendere anche 400 euro a persona. E non erano neanche i prezzi più cari. Anche la seconda data del live romano degli U2 è andata tutta esaurita. Migliaia di biglietti polverizzati in un istante, quasi come si stesse in fila all’apertura di un negozio di elettrodomestici in un black friday qualsiasi. Qui però non ci sono i saldi o i sottocosti, qui si paga uno stipendio mensile di un impiegato per andare a vedere gli U2 che tornano a Roma (il 15 e 16 luglio) per suonare interamente il loro capolavoro The Joshua Tree.

Una volta andare ad assistere ad un concerto della propria band preferita era molto più semplice. Bastava mettersi in fila davanti ad un rivenditore autorizzato e aspettare. C’era a volte da affrontare una coda molto lunga ma almeno visivamente sapevi quello che ti aspettava. Adesso, con le vendite online è paradossalmente tutto più complicato, oscuro, nascosto, indecifrabile. Basta andare al bagno e perdere quei due minuti dopo il via alle vendite per trovare il temuto bollino rosso del sold out. Un istante di distrazione e tanti saluti alla tua band preferita. E, ripetiamo, non stiamo parlando di biglietti venduti a poco. Tutt’altro.

Neanche il tempo di sbollire la rabbia per quel maledetto bisognino arrivato nel momento meno opportuno ed ecco che si comincia a parlare di secondary ticketing, di macchine che acquistano automaticamente una cifra considerevole di biglietti per rivenderli poi al quintuplo della cifra sui mercati paralleli. E allora andate tutti al diavolo. Gli U2 ce li sentiremo in cuffietta e ce li vedremo live su Youtube. Non sarà la stessa cosa ma volete mettere che risparmio di incazzatura?

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