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“Cuori puri”, 7 minuti di applausi alla Quinzane per De Paolis

Cannes

“Cuori puri”, 7 minuti di applausi alla Quinzane per De Paolis

Sette minuti di applausi alla Quinzaine des Realizateurs ieri sera al Festival di Cannes per “Cuori Puri”, il film di esordio di Roberto De Paolis, da oggi anche nei cinema italiani.

Dopo la periferia romana di “Fortunata” di Sergio Castellitto, arriva con “Cuori puri” quella forse più autentica del quartiere di Tor Sapienza, con tanto di ricerca nelle realtà del territorio, con il film che va a pescare in tre mondi distinti di questo ambiente ai margini: la chiesa di frontiera, i rom e i giovani senza lavoro tentati dal diventare coatti veri, fin dentro il crimine.

“Questo film nasce con processo incerto, ovvero una storia d’amore che poi si è sviluppata in un racconto sociale che viene da una lunga ricerca sul territorio di Tor Sapienza con tanto di frequentazione della chiesa e incontro con don Fabio Rosini. Poi ho messo insieme tutti pezzi di realtà e immaginazione” dice il regista.

Ad essere ‘purì, anche se per motivi diversi, sono Agnese (Selene Caramazza), 18 anni, e Stefano (Simone Liberati) 25 anni, ex coatto in cerca di redenzione che ha trovato il lavoro più assurdo di tutti: difendere le auto degli impiegati di un centro commerciale dal confinante campo di rom pronto a fare danni e rubare. Per Agnese è diverso, vive con la madre bigotta e ansiosa (Barbora Bobulova) che l’ha introdotta in una chiesa evangelica con successo. Ogni giorno Agnese è li ad ascoltare le estemporanee prediche di Stefano (Stefano Fresi) e la sua fede è ormai così forte che, insieme alla sua più cara amica, sta per fare un voto di castità da portare avanti fino al matrimonio.

L’incontro tra Agnese e Stefano porterà a entrambi a rivedere le loro rispettive rigidità e tutto questo all’interno di un mondo della periferia in cui ognuno si rifugia in una tana qualsiasi pur di sentirsi in qualche modo protetto.

 

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