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Wonder Woman, la recensione

Cinema

Wonder Woman, la recensione

Ha molti lati oscuri e qualche punto di forza questa Wonder Woman cinematografica. Partiamo dagli aspetti positivi: c’è Gal Gadot, l’attrice protagonista, che definire bella è riduttivo. I suoi lineamenti, il suo sguardo, la sua fisicità sembrano fatti apposta per indossare gli abiti della supereroina e infatti già ce n’eravamo accorti in Batman v. Superman, film nel quale Wonder Woman si presentò al mondo. Poi c’è l’inizio della pellicola che di sicuro è la parte più convincente e credibile: le amazzoni relegate in questo mondo straordinario che sembra un po’ la Sparta di 300 (un po’ meno violenta) e un’isola sperduta e incontaminata popolata da una comunità amish danno i brividi. Qui si formano le donne guerriere del domani, ragazze straordinarie che dovranno poi confrontarsi con il mondo malvagio che le aspetta. Ed è proprio questo il destino di Diana di Themyscira.

La splendida eroina sarà chiamata a Londra per combattere durante la prima guerra mondiale al fianco di un americano che è anche una spia inglese (interpretato dall’ottimo Chris Pine). L’arrivo a Londra della amazzone è tutto da ridere. Le scene nelle quali Diana (spirito libero e combattente indomabile) si confronta con una civiltà nella quale le donne sono emarginate e sottomesse agli uomini sono uno spasso. E’ questa forse la parte del film che si regge meglio.

Da qui in poi arriva il disastro con delle evidenti carenze sul piano delle sceneggiatura. Il problema sono i combattimenti assolutamente privi di senso. Vediamo Wonder Woman lanciarsi contro il nemico deviando i proiettili con il suo scudo e i suoi bracciali imperforabili ma non ci si rende conto della stupidità dei nemici avversari che provano a colpirla sempre frontalmente. Basterebbe mettersi sul lato e, pam, addio Diana. Invece no. Gal Gadot ci mette il massimo dell’impegno ma alcune scene sono così fisicamente eccessive da risultare oggettivamente non credibili neanche per un supereroe. Il film diventa una sorta di favoletta con la solita morale contro la guerra già vista e sentita in tutte le salse.

In sostanza Wonder Woman è un film bello a metà: è bella l’idea di ridare il potere in mano alle donne grazie ad una Diana dominante in ogni momento. E’ splendida anche la colonna sonora, una spanna sopra a tutti gli altri cinecomics fin qui usciti. Convince anche la svolta della DC Comics che finalmente regala una pellicola meno oscura (avete presente Batman v. Superman?) e più divertente. Resta l’amaro in bocca per una storia che dopo un po’ zoppica vistosamente facendo precipitare il livello di un prodotto altrimenti valido.

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